Test di italiano A2 per il permesso di soggiorno UE: che cos'è e chi deve farlo
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Se stai per chiedere il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (l'ex «carta di soggiorno»), la legge ti chiede di dimostrare una conoscenza della lingua italiana di livello A2. Per la maggior parte delle persone questo significa una cosa sola: superare il test di conoscenza della lingua italiana — il test di Stato che si richiede alla Prefettura e si svolge di solito in un CPIA, la scuola pubblica per adulti della tua provincia. In questa guida vediamo che cos'è, chi deve farlo e come è fatto.
Che cos'è, esattamente
Il requisito di lingua nasce dall'art. 9, co. 2-bis, del Testo unico sull'immigrazione (d.lgs. 286/1998), introdotto dalla legge 94/2009: chi chiede il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo deve superare un test di conoscenza della lingua italiana. Le regole pratiche del test sono fissate dal decreto del Ministro dell'Interno del 7 dicembre 2021 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 36 del 12 febbraio 2022), che ha abrogato e sostituito il precedente decreto del 4 giugno 2010.
Un'avvertenza utile: alcune pagine ufficiali citano ancora il vecchio decreto del 2010. Non lasciarti confondere — il decreto in vigore è quello del 7 dicembre 2021, ma la sostanza per te non cambia: il livello richiesto (A2) e la soglia per passare (80% del punteggio complessivo) sono rimasti identici.
Il livello richiesto è l'A2 del Quadro comune europeo (QCER): saper «comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti» (art. 2, co. 1 del decreto). Non è un esame accademico: parliamo dell'italiano della vita quotidiana — annunci, avvisi, lettere semplici, moduli.
Chi deve sostenerlo
Il decreto è molto ampio: si applica a «tutti gli stranieri» che chiedono il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e ai familiari per i quali il permesso viene richiesto (art. 1, co. 2 del DM 7 dicembre 2021).
Due precisazioni importanti:
- I cittadini dell'Unione europea non c'entrano nulla con questo test. Un cittadino UE non ha un permesso di soggiorno (il suo soggiorno è regolato dal d.lgs. 30/2007) e quindi non passa per questa procedura.
- Non tutti gli stranieri extra-UE devono fare il test. Il decreto prevede una lista di esenzioni: minori di 14 anni, persone con gravi limitazioni certificate, chi ha già un certificato di lingua riconosciuto o un titolo di studio italiano, e alcune categorie professionali. Le vediamo tutte in dettaglio nella guida su chi è esonerato dal test A2.
Come è fatto il test
Il test si svolge al computer (con la possibilità di chiedere la versione cartacea, con contenuto, criteri e tempi identici — art. 3, co. 4) e dura in tutto 60 minuti netti. È composto da tre prove:
| Prova | Che cosa contiene | Durata indicativa |
|---|---|---|
| Comprensione orale (ascolto) | 2 brevi testi audio, ciascuno fatto ascoltare due volte | circa 25 minuti |
| Comprensione scritta (lettura) | 2 brevi testi scritti della vita quotidiana | circa 25 minuti |
| Interazione scritta | 1 compito: rispondere a una e-mail/un invito oppure compilare un modulo | circa 10 minuti |
Una cosa che sorprende molti: non c'è nessuna prova orale. Non dovrai parlare con nessuno, e non c'è nemmeno una prova separata di grammatica. Si supera con almeno 80 punti su 100, calcolati sul totale delle tre prove — trovi la spiegazione completa del punteggio (e della strategia che ne deriva) nella guida sul punteggio del test A2.
Nota anche che ogni commissione locale costruisce materialmente il proprio fascicolo: la sostanza (tre prove, 60 minuti, 80 su 100) è uguale ovunque, ma la suddivisione in parti può essere presentata in modo leggermente diverso da una sede all'altra.
Che cosa NON è questo test
Vale la pena distinguere il test A2 da altre due prove con cui viene spesso confuso:
- Non rilascia un certificato. Il risultato viene registrato nel sistema informativo del Ministero dell'Interno ed è la Questura a leggerlo quando lavora la tua pratica (art. 3, co. 5 e art. 5 del decreto). Non ricevi un attestato da portare a casa, e il risultato vale solo ai fini di questo permesso.
- Non è il test dell'accordo di integrazione. Chi è entrato in Italia dal 10 marzo 2012 con un primo permesso di almeno un anno ha firmato l'accordo di integrazione (DPR 179/2011), la cui verifica prevede un'altra prova — orale, di pochi minuti, con esaminatori. Sono due procedure diverse con due scopi diversi.
- Non è il B1 per la cittadinanza. Per la cittadinanza italiana per residenza o per matrimonio serve il livello B1, dimostrato con una certificazione di un ente riconosciuto o con un titolo di studio (art. 9.1 della legge 91/1992): è un percorso separato, a pagamento, con esami diversi. Attenzione però: chi ha già il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è esente dall'obbligo di certificazione B1 — un motivo in più per prendere sul serio il test A2 adesso.
Quanto costa?
Non possiamo dirtelo con certezza, e nessuna fonte ufficiale lo scrive. Né la pagina del Ministero dell'Interno né le pagine delle Prefetture indicano una tariffa per il test; il decreto dice solo che si attua «senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica», che è una clausola sul bilancio dello Stato, non una promessa al candidato. Chiedi conferma alla Prefettura della tua provincia quando presenti la richiesta.
Da dove cominciare
- Verifica prima di tutto se rientri in un caso di esenzione — potresti non dover fare il test affatto.
- Leggi come funziona la prenotazione tramite il portale della Prefettura.
- Capisci come si calcola il punteggio: la soglia dell'80% è alta e conviene conoscerla bene prima di entrare in aula.
- Prova subito una simulazione gratuita nel formato reale del test — ascolto, lettura e interazione scritta, con la stessa struttura e lo stesso punteggio.
Fonti ufficiali: la pagina del Ministero dell'Interno sul test e il testo del DM 7 dicembre 2021 in Gazzetta Ufficiale.
Le informazioni di questa guida hanno scopo puramente informativo e non sono una consulenza legale. Le norme e le procedure possono cambiare: verifica sempre i requisiti aggiornati per il tuo caso sulle pagine ufficiali e presso la Prefettura della tua provincia prima di presentare la domanda.
